Tàit Bandet o Tàit Dinet

Tàit Bandet si trova proprio all’inizio del paese di Sant'Anna di Valdieri.

Il tàit è composto da case disposte su ambo i lati della strada, ma con maggiore sviluppo verso il torrente Gesso, da cui lo separa la circonvallazione costruita negli anni 60 del '900.

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Nel 1800 a Tàit Bandet erano registrate:

  • la famiglia Franco, detta Bandet;
  • la famiglia Franco, detta Troupa;
  • la famiglia Brao, detta Barbis.

Negli anni 50 del '900 parecchie famiglie abitavano ancora a Tàit Bandet:

  • la famiglia Piacenza, detta Badola;
  • la famiglia Rabbia, detta Giaculete;
  • la famiglia Rabbia, detta Titot;
  • Landra Luigia, con la figlia Vigia d' Turin;
  • la famiglia di Franco Bernardino, detta Turin;
  • Franco Caterina, vedova Rabbia, con la figlia Gineta;
  • Piacenza Maddalena, vedova Rabbia, con la figlia;
  • Landra Maria Lùisa, vedova Landra, che aveva perso due figli in guerra.
  • Gli abitanti di Tàit Bandet si dedicavano principalmente ai lavori dei campi, a cui contribuivano uomini e donne.
    Coltivavano il grano, le patate, l’orto, facevano il fieno, soprattutto nei terreni di Tàit Bartola e Tàit Salafin.
    Allevavano pecore, capre, galline, conigli, per il fabbisogno familiare di latte, uova, carne, lana.

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    Pietro Franco, Petou, e la cognata Pierina Brao, rimasta vedova, hanno abitato qui in modo continuativo fino all'autunno del 2015 curando con ammirevole impegno casa, orto e giardino.
    Chiunque passasse di lì si fermava ad ammirare piante, fiori e i simpatici arredi del praticello. Ancora oggi la casa ha mantenuto un aspetto molto curato e vivo grazie ad Angela che dalla mamma ha ereditato la passione per i fiori e quasi quotidianamente viene su da Valdieri.
    Nel periodo estivo varie case si riaprono e la borgata si rianima, soprattutto quando, in agosto, nelle giornate della Festa della segale, oltre a spettacoli, sfilata in costume, dimostrazione di vecchi mestieri, si ripropone la battitura del tradizionale cereale. Il ritmo cadenzato delle caratteristiche cavaglie che i discendenti degli antichi “ battitori” hanno imparato ad usare, riporta tutti indietro nel tempo.
    Nella borgata allora c’era un forno ad uso di tutte le famiglie, come pure ad uso di tutti c’era e c’è tuttora, a lato della strada, una fontana con un grande lavatoio.
    A fianco, il pilone dedicato alla Madonna della neve pare accogliere chi arriva in paese.
    Era stato costruito per volontà dei Margari del Chiot d’la Sela quando, un 5 agosto del 1800, una grande nevicata li aveva costretti a scendere più a valle con il loro bestiame. I margari si erano rivolti allora alla Madonna chiedendo la grazia del bel tempo per poter tornare ancora all’ alpeggio. A grazia ricevuta, fecero costruire il pilone dedicato appunto alla Madonna della neve.

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    Un’altra versione, raccolta oralmente come la precedente, vuole che il pilone sia stato fatto costruire dagli abitanti di Sant'Anna per ringraziare la Madonna a seguito di una straordinaria nevicata che un 5 agosto del 1700 avrebbe costretto finalmente truppe di soldati francesi ad abbandonare il paese.
    Nel 1966 il pilone originale venne abbattuto a causa del deterioramento per umidità e sostituito con l’attuale: le statue di Santa Rita da Cascia e Santa Teresa del Bambino Gesù furono offerte in dono da una santannese residente in Francia e da una sua amica.
    Gli abitanti di tetto Bandet avevano preparato un rinfresco per l’inaugurazione e negli anni hanno continuato a provvedere alla cura e alla pulizia del Pilone.
    La caratterizzazione religiosa di questo luogo era segnata fin dal 1600 quando, nei pressi del Torrente Gesso, sorgeva una piccola cappella dedicata a S.Anna, costruita dalla gente del paese e amministrata da due massari, che ogni anno rendevano conto al priore di Valdieri.
    Nel 1810, la notte del 15 settembre, una disastrosa alluvione distrusse completamente la chiesetta trascinando le macerie tra le acque: la statua di Sant'Anna fu ritrovata quasi integra a Bombonina, nelle vicinanze di Cuneo. Questo fatto venne considerato miracoloso e si volle che la statua rimanesse lì, collocata nella chiesa del paese, dove tuttora si trova.


    Come raggiungere Tàit Bandet


    Testo: Liliana Franco.
    Fonti: Angela Franco; interviste a persone che ora non ci sono più: Marta Bluotto, Pierina Brao, Maria Piacenza; archivio Comune Valdieri; archivio parrocchiale.