Magica o cornuta?

cura e predice Nel Medioevo alla segale erano attribuite virtù curative e divinatorie. L'epilessia si pensava guarisse ponendo su una bilancia il malato equilibrato da un ugual peso di segale, mentre le verruche sarebbero scomparse gettando una spiga di segale in un pozzo. La malasorte si scacciava invece annodando al cappello una doppia spiga di segale detta “spiga di Sant'Ivo" o, nel caso di neonati, infilando un pezzo di pane di segale arrostito in una manica. Ai semi si attribuivano, in base alla loro disposizione, sicuri poteri divinatori.

corna diaboliche e erboriste al rogo Un tempo tutta la segale veniva utilizzata a fini alimentari, anche quella i cui semi avevano dei sospetti cornetti di color rosso scuro. Si trattava di semi contaminati da un fungo tossico parassita, la Claviceps purpurea. Questa "segale cornuta" provocava gravi intossicazioni di cui nessuno riusciva a individuare le cause. Interi villaggi venivano colpiti da misteriose epidemie collettive: gli abitanti, in preda a deliri e sofferenze spesso finivano per additare come responsabili del male le donne che con erbe e magie si dedicavano al mestiere di guaritrici. Così moltissime presunte streghe sono state bruciate vive sui roghi accesi nelle piazze dei paesi, soprattutto a partire dal 1484, quando una bolla papale di Innocenzo VIII riconosce la stregoneria come fenomeno da estirpare. Le patologie causate dal fungo passavano sotto il nome di "fuoco sacro" o "fuoco di Sant'Antonio", nome che invece oggi designa un'altra malattia: l'Herpes zoster. Soltanto alla fine del Seicento si iniziò a capire che proprio quegli strani cornetti erano alla base delle intossicazioni.

Lucy in the Sky with Segale Nel 1943 il chimico svizzero Albert Hofmann stava compiendo alcune sperimentazioni legate all’utilizzo dell’acido lisergico, un componente degli alcaloidi della segale cornuta, quando scoprì casualmente l'LSD, la droga che in seguito avrebbe conosciuto ampia diffusione, soprattutto negli Stati Uniti degli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso.

Hofmann cominciò a sperimentare la sostanza su di sé, descrivendo gli effetti di questa nuova sostanza: sensazioni di alterazione della percezione, depersonalizzazione, alterazione dello schema corporeo.

La ricerca proseguì, e la casa farmaceutica Sandoz immise l’LSD sul mercato nel 1949, sotto il nome di Delysid. Il suo effetto era simile a una “malattia mentale sperimentale”, e venne considerato uno strumento per la psicoterapia poiché aiutava il terapista a trovare accesso all’inconscio del paziente.

L’LSD fu anche utilizzato per aiutare gli alcolisti a “dimenticare” la bottiglia e per alleviare le sofferenze dei malati terminali di cancro, finché nel 1967, a causa delle sempre più frequenti assunzioni letali non assistite si decise di mettendere al bando il farmaco.